Cinema dal Basso presenta: le opere di “Jarmush Estate”

In occasone del Festival di Musica e Arti “Jarmush Estate”, che si terrà dal 17 al 19 luglio dalle 19.30 al Salone Borbonico (ex Caserma De Martino) a Casagiove, Cinema dal Basso curerà la rassegna di video arte insieme con Producti. Per l’occasione vi presentiamo le opere che verranno proiettate nel corso della manifestazione

VUNDERSCOREF

vunderscoreF è un progetto di produzione audiovisiva che trova espressione nella decostruzione del suono e del video. Due album sono diffusi dalla web label Avanguardia Retrò Dischi (ardischi.org) che descrive il progetto così: vunderscoreF è la poetica dell’implosione, suoni che precipitano nel nucleo di altri suoni, magnetico. suoni organici, musiche zoomorfe di uomini prefasici, linguaggi meccanici di macchine (inutilizzabili). l’energia prodotta da questa fusione non lascia scorie. o sono le scorie l’energia?

JAUFENPASS E DAVIDE PALLADINO

Mind’s way” ovvero “i percorsi della mente”, con musica ed immagini che la mente elabora per sentirsi viva. Il video s’ispira alla metafisica idealizzando un mondo astratto che potrebbe essere un sogno, un mondo dove la musica e le immagini s’intrecciano e diventano uno la conseguenza dell’altra. Ad ogni movimento di vento, i fiori e le spighe si muovono come fossero delle campanelle emettendo tintinnii e rintocchi, scatenando così un senso di quiete e creando un posto dove isolarsi e meditare.La natura e la tecnologia sono espressi mediante questi due percorsi, in una sintesi di immagini fatta di paesaggi sconfinati multicolore ed asettici i quali interagiscono con l’elettronica musicale. Il tutto rappresentato con delle inquadrature, quasi fossero le riprese effettuate dal punto di vista di un insetto che vola tra le campagne.

MALD’E’

Mald’è è un progetto che nasce per opera di due giovani artisti, Mario Savinio e Matilde De Feo. Il loro lavoro inizia a Napoli nel 2003; dopo un periodo di produzione legato alla sperimentazione video, mald’è focalizza la propria ricerca sulla contaminazione tra la forma espressiva della videoarte e del teatro: videoteatro, la scena nel video e il video nella scena. mald’è vuol essere una mediazione, la ricerca di un compromesso tra linguaggi tradizionali (il teatro, la letteratura, la fotografia analogica) e quelli moderni, elettronici, tecnologici, digitali. Un incontro non traumatico, ma morbido, un passaggio necessario, la naturale evoluzione dei processi artistici nel rispetto della tradizione.Teatro e tecnologia: come possono questi due linguaggi incontrarsi in maniera creativa senza, però, alterare la natura “umana” propria del teatro?

SOUNDBARRIER

Soundbarrier è un collettivo nato dalla collaborazione di videoartisti, musicisti, programmatori, vj e artisti. Le attività del collettivo nascono con lo studio delle relazioni tra immagini e video e la programmazione di software che generassero suoni a partire da alcune caratteristiche dell’immagine video. Il progetto nasce a Napoli nel 2007 e viene presentato a Galleria Toledo e al Palazzo della Provincia, per poi prendere diverse forme, con l’interazione della danza (Dance-Barrier: videoteatrodanza) all’auditorium del teatro Bellini, del VJing, che porta il collettivo all’LPM tenutosi a Roma nel 2008 e al Vision’R di Parigi, e dell’istallazione video che porta il progetto all’Interchange di Liverpool. Id for Paris è interamente realizzato con immagini prese da social network con streaming video missate con la piattaforma Flxer.

KAZUM

Kazum è un trio strumentale che nasce nell’Aprile 2003 in occasione di un concerto acustico improvvisato. Questo progetto musicale parte da diverse esperienze che riescono a fondersi in una sorta di “colonna sonora ipnotica” che spazia tra il rumorismo, il jazz, l’etnico e il rock d’avanguardia. La continua evoluzione li porta a unire suoni acustici, elettrici e digitali. “Kazum è un progetto parallelo che differisce dalla quasi totalità delle intenzioni musicali esistenti […] oggetti trasformati in strumenti […] suoni adatti e adattabili, melodie distorte regolarmente, strumenti irreali che suonano” (www.rockit.it). Collaborano da sempre con artisti del video anche dal vivo. Il video Steven the Seagull è realizzato interamente con immagini di repertorio da archivi free-copyright di fabbriche dell’inizio del ‘900.

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