68°Mostra del Cinema di Venezia: Tutti i vincitori in diretta su Cinema dal Basso

Conferma tutti i pronostici e stravince il maestro del cinema russo Alexander Sokurov: il suo Faust, lunghissima pellicola che conclude la sua tetralogia sulla natura del potere – dopo Hitler (Moloch), Lenin (Taurus) e Hiroito (Il sole) – è l’unico personaggio a contenere in se tutti gli altri e a rispecchiare, con sorprendente attualità “i politici di oggi”, come aveva dichiarato lo stesso regista.
Sokurof, appena premiato dalla giuria del festival, ha riletto liberamente tanto l’opera di Goethe che quella di Mann, scegliendo l’ambientazione ottocentesca, mantenendo la lingua tedesca e l’idea tragica di fondo, per cui la condizione umana consisterebbe in un continuo errare e caratterizzando il suo personaggio di una gestualità teatrale esasperata, facendolo muovere in un ambientazione brulicante di claustrofobia e colori.

Ma anche l’Italia porta a casa una bella soddisfazione: è il premio speciale della giuria, che va a “Terraferma” di Emanuele Crialese, dato tra i favoriti per il Leone d’Oro. nel ringraziare per il premio attribuito alla sua opera, la terza dedicata al mare della Sicilia, in un’instancabile e riuscitissimo esperimento di ricerca umana ed estetica, il regista ha dichiarato “Voglio ringraziare gli abitanti di Linosa e Lampedusa – sono state le parole del regista – per avermi insegnato a compiere questo viaggio. Ero lì ieri e non pensavo di dover tornare. Sono onorato di essere qui”.

Il Leone d’Argento per la miglior regia va,sorprendentemente, all’ultimo arrivato a Venezia: è il regista cinese Cai Shangjun, al suo secondo lungometraggio, che si aggiudica il premio per “People Mountain, People Sea”. La pellicola, che non ha passato la censura cinese e ha subito una serie di incidenti tecnici durante la sua proiezione al Lido, vive di una doppia anima. Una prima parte incentrata su quest’ossessione di vendetta del protagonista, che diventa un pretesto per una discesa negli inferi dei bassifondi della metropoli. E una seconda parte che si cala nelle viscere delle terra, per raccontare la fatica e le precarie condizioni di vita dei minatori.

L’ennesimo premio al cinema orientale tanto caro a Muller se lo aggiudica la rivelazione femminile di questa edizione della kermesse: Deanie Yip. Magistrale interprete di A Simple Life, la poetica narrazione degli ultimi giorni di vita di una domestica cinese, al servizio di una famiglia per 5 generazioni. Un racconto toccante, delicato, che crea un immediata empatia nello spettatore. L’esatto opposto della pellicola di cui è protagonista l’attore maschile vincitore della coppa Volpi: il bravissimo Michael Fassbender. Shame di Steve McQueen, la pellicola che lo vede protagonista, brutale e intensa, poetica e patinata, racconta la storia di un uomo dipendente dal sesso che nasconde il suo dramma dietro un’irritante apparenza di normalità.

 

Il trailer de il “Faust”

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