Premio Orizzonti al genio del maestro del thriller giapponese Shinya Tsukamoto

La giuria di Orizzonti della 68° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2011, composta dal regista, produttore e sceneggiatore cinese Jia Zhang-Ke (presidente), dal curatore della sezione film della Tate Modern di Londra Stuart Comer, dall’architetto francese Odile Decq, dalla produttrice e regista egiziana Marianne Khoury e dal montatore e regista cinematografico italiano Jacopo Quadri ha appena assegnato il primo premio della sezione più originale, innovativa, sperimentale e sorprendente della kermesse cinematografica al genio del maestro del thriller giapponese Shinya Tsukamoto che con il suo sorprendente lungometraggio “Kotoko” ha messo d’accordo pubblico e critica, conquistati dallo sconvolgente racconto del dramma psicologico della fragile e tormentata protagonista – interpretata dalla bravissima pop star nipponica Cocco Era. Sua la coinvolgente colonna sonora che fa da sfondo alla tragedia di una madre malata, masochista e solitaria che si muove sullo sfondo ostile di una giungla urbana contemporanea ostile.

Il premio speciale della giuria riservato ai lungometraggi è andato invece al coinvolgente “Whores’ Glory” di Michael Glawogger, che narra, con un linguaggio coinvolgente e che si muove su differenti piani narrativi, il labirinto di relazioni sessuali ed economiche basate sullo sfruttamento della prostituzione. Filtrato attraverso gli occhi di tre differenti luoghi (Bangkok, il Bangladesh e il Messico) e religioni, il fenomeno della prostituzione viene ritratto in maniera cruda ma rispettosa, ironica  e drammatica, senza tralasciare la complessa politica degli spazi e delle problematiche sociali generate dalla globalizzazione.

Tra i  cortometraggi presentati ad Orizzonti la giuria ha premiato invece un italiano: è felice D’Agostino che con il suo “In Attesa dell’Avvento” crea un prisma cinematografico, composto da materiale d’archivio, per esplorare i lati oscuri delle politiche passate e delle cruciali implicazioni sulle incertezze del presente.

“Accidentes Gloriosos” di Mauro Andrizzi e Marcus Lindeen si è aggiudicato il premio della sezione mediometraggi: la giuria, nel premiarlo, ne ha apprezzato sopratutto l’approccio sperimentale e il coraggio con cui, tramite un collage di luoghi disparati, ha fatto incontrare oggetti e persone nello scuro spazio del cinema.
Due le menzioni speciali assegnate dalla giuria, presieduta da Jia Zhang-Ke: a “O Le Tulafale” del neozelandese Tusi Tamasese, che espande i confini del cinema con un racconto mistico di individui coraggiosi impegnati nelle difficili relazioni sociali all’interno della propria comunità nel contesto rurale dell’isola di Samoa.; e a “Al The Lines Flow Out” di Charles Lim Yi Yong, premiato soprattutto per la suggestiva fotografia dei corsi d’acqua di una città contemporanea, che le donano un’atmosfera di mistero che si addice ad un’epoca di iper-mobilità, networks virtuali e crisi ecologiche.
Il Venice Short Film Nominee For The European Film Awards è andato invece all’austriaco Josef Daberning per il suo “Hypercrisis”, analisi visionaria del blocco creativo e della crisi culturale che colpisce l’artista nella società contemporanea.

Al Lido intanto occhi puntati sul red carpet dove sfilano le ultime star, appena giunte per la premiazione di stasera.

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