CinemadalBasso e il III Festival del Cinema Indipendente / the day after

Si è appena conclusa l’esperienza del Festival del Cinema Indipendente, l’evento targato CinemadalBasso giunto alla terza edizione.
Se si può parlare di cinema d’autore, per un festival come quello di Caserta bisognerebbe parlare di una rassegna d’autore – e questo non solo e non tanto per la natura delle proposte quanto per il fatto che si tratta di un festival fatto da persone per le persone; l’atmosfera ‘familiare’, quella propria delle cose curate amorevolmente, diremmo artigianalmente, che nascono direttamente dalle vene del cuore e delle mani, è palpabile.
Per la serie: che si parli della filosofia “dal basso” o del celebre DIY – Do It Yourself, fallo da te: se una cosa non la trovi, o non ti piace come la trovi, pensaci tu senza aspettare che ti cada dal cielo, che qualcuno te la regali nascondendo dentro la manica la cifra degli interessi che poi andrai a scontare. Un concetto valido tanto per la produzione e distribuzione cinematografica quanto per quella musicale, letteraria o creativa tout – court.
Un festival che rifugge le premiazioni, i flash dei fotografi, i tappeti rossi, per puntare tutto su un’offerta unica per un territorio, quello di Caserta, storicamente difficile per le iniziative culturali. Facendo buon viso a cattivo gioco, l’assenza del sostegno istituzionale diventa un elemento aggiunto per chiarire con orgoglio l’indipendenza della rassegna, portata avanti con passione immensa, caparbia consapevolezza e tanto duro lavoro. Quello necessario per organizzare un festival di valore anche in termini del rapporto tra qualità dell’offerta e accessibilità del costo dei biglietti: un modo per permettere a quante più persone di avvicinarsi a un’idea di cinema diversa da quella incarnata dai multisala, ma anche per offrire a chi quest’idea l’ha già fatta sua un’occasione da non perdere per visionare pellicole che, quando non si tratti di anteprime di opere ancora inedite in Italia, restano comunque grandi lavori.
Quella delle produzioni indipendenti è una galassia sterminata, un coro polifonico, e più che mai per allestire una proposta intrigante c’è bisogno di un’intelligenza critica e emotiva allo stesso tempo che sappia sceverare, frugare, indagare in questa galassia per portare alla superficie, come un pescatore di perle, le pellicole più emozionanti prodotte in giro per il mondo. Senza contare l’opportunità unica offerta dal festival ai giovani registi e sceneggiatori del territorio desiderosi di lavorare un giorno nella Settima Arte, per i quali il festival rappresenta un’occasione d’oro per approcciarsi a una scelta ragionata di lavori, confrontarsi tra loro o con registi già affermati: in una parola per crescere professionalmente.
Durante i tre giorni del festival purtroppo il nostro Paese ha subito due gravi eventi: prima l’attentato di Brindisi e poi il terremoto in Emilia; per il primo di questi la programmazione è stata sospesa per mezz’ora.
Ma anche questa è stata un’occasione in più per ricordare come un’iniziativa culturale in tempi di crisi e di ben altrimenti disastrosi attentati e terremoti resti un qualcosa da non trascurare, non solo come volano di opportunità economiche, ma soprattutto come momento di aggregazione, come occasione per stare insieme, per uscire fuori dalle case e anche da altre mura e cancelli, paure e diffidenze, presenti nei nostri cuori e nelle nostre menti: per riscoprire il dialogo, la bellezza, in una parola l’unicità di quell’arte totale che è il cinema, e la possibilità di condivisione che la fruizione collettiva di tale arte promette a chi vi si accosti, ancor più se nell’ambito di un festival così radicato nel territorio.
Per il lungo lavoro preparatorio e il buon esito di quest’avventura Cinemadalbasso ringrazia tutti coloro che hanno partecipato al festival fornendo la giustificazione prima di tanto impegno visto che, ripetiamo, il Festival del Cinema Indipendente è fatto per il pubblico; si ringraziano inoltre gli ospiti intervenuti per questa terza edizione: Samuele Rossi, Pippo Mezzapesa, Pinuccio Lovero, Antonietta De Lillo, Alessandro D’Ambrosio, Santa De Santis, Stefano Russo, Federica De Stasio, Angelo e Giuseppe Capasso e Bruno Falanga; e ancora gli sponsor; la BlowUpFilm; nonché ovviamente – last but not least – l’onorevole Teatro Civico 14 che ancora una volta ha offerto la sede perfetta per un piccolo grande festival dove tutti possano conoscersi e confrontarsi – un’autentica polis del cinema.
Ciò dicendo nulla si toglie all’ovvio auspicio giunto da più parti di una crescita ulteriore per il festival, per il quale CinemadalBasso spera l’anno venturo di poter disporre, oltre alla sala del Teatro che resterà sempre presente al centro della rassegna, di una seconda sala, nonché di una maggiore copertura pubblicitaria non disgiungibile da un interessamento serio da parte delle istituzioni locali, le ultime a non rendersi ancora conto di una realtà ormai affermatasi a livello nazionale come una delle più coraggiose e innovative del settore.

Detto questo, adesso permettetemi una nota personale.
Quest’anno ho avuto l’opportunità di curare la comunicazione del festival, e porterò sempre con me il ricordo di questi tre giorni eccezionali che hanno costituito, oltre che un’occasione professionale, soprattutto un modo per fare nuove conoscenze nonché per approfondire il rapporto e i legami con altre persone. Anche per questo ringrazio, e sento di farlo a nome di tutti coloro che sono intervenuti alla rassegna, tutti i ragazzi – vicini e lontani – di CinemadalBasso e del Teatro Civico 14.

Clemente Tecchia

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