I film del 28 ottobre

Silent Soul ore 11.00

Alla morte dell’amata moglie Tanya, Miron, proprietario di una cartiera, chiede ad un suo fidato dipendente, Aist, fotografo e scrittore, di accompagnarlo per compiere il rito di addio, secondo le tradizioni della cultura dei Merja, un’antica etnia ugro-finnica di una remota regione del centro-ovest della Russia, scomparsa circa quattrocento anni fa e di cui, come ricorda il regista, le sole tracce rimaste, sono i nomi dei fiumi. Nel corso del viaggio, il marito rivelerà, secondo le usanze merja, particolari della vita intima della donna. Silent Souls prende spunto da un racconto di Aist Sergeyev, The Buntings, la cui particolarità risiede nell’avere, come protagonista della vicenda, un uomo che è ormai “al di là dello specchio”.
Tenerezza e nostalgia si fondono in questa pellicola, dando vita ad una fiaba di struggente e raffinata poesia, dove l’acqua è l’elemento primordiale a cui fare ritorno, nel quale immergersi per ritrovare la propria amata e la propria identità. Nel rendere omaggio al popolo dei Merja e ai suoi rituali di passaggio, il matrimonio e il funerale, Aleksei Fedorchenko – che a Venezia è già stato ospite nel 2005 col mockumentary, Pervie na lune e che ha al suo attivo una discreta produzione cinematografica – mostra i luoghi in cui è ancora forte e percepibile la presenza di questa cultura, esplorandone ogni angolo remoto.
Figure fantasmatiche si muovono in uno spazio che prende vita dalle parole sussurrate in fuori campo, che si rianima, riportando alla superficie dell’acqua i ricordi, gli amori, le esperienze dei suoi protagonisti. Vite trascorse nell’osservanza di riti arcaici, come quella ad esempio di gettare nelle acque gelate del fiume l’oggetto cui si tiene di più, nella maestosa immensità di un paesaggio silente, dove appena si può udire il dolcissimo canto degli zigoli, che danno il titolo al film.

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Like crazy Ore 17.00

Anna è una giovane studentessa inglese che studia a Los Angeles, dove conosce Jacob. Tra i due nasce una bella storia d’amore, che rischia di interrompersi quando la ragazza per stare il più possibile accanto al suo amato resta negli Stati Uniti oltre il periodo consentito dalla sua VISA. Da quel momento ad Anna non è più possibile ritornare in America, e questo mette a durissima prova la relazione con Jacob: la continua lontananza, il tempo che scorre, le piccole grandi incomprensioni e soprattutto la conoscenza di altre persone diventano ben presto fattori che intervengono sulla relazione e cominciano a incrinare quello che sembrava essere il perfetto amore romantico.
Passato in precedenza al Sundance Film Festival, dove ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui quello alla miglior interpretazione femminile, il lungometraggio del ventottenne cineasta californiano Drake Doremus esplora le difficoltà reali e tangibili che un comunissimo rapporto tra un ragazzo e una ragazza può incontrare quando le due parti della coppia sono costrette alla separazione. Il racconto dell’innamoramento di Anna e Jacob, la felicità e l’esaltazione del primo periodo fanno da solare e poetico prologo al dramma successivo; la regia è asciutta, attaccata ai personaggi, ed evita con lucidità eccessive sottolineature lasciando invece che siano gli affiatati Anton Yelchin e Felicity Jones ad esplorare e sviluppare la parte più intima della vicenda, i sentimenti appunto. Man mano che invece si passa al racconto della separazione e degli ostacoli, la sceneggiatura propone una trama plausibile e ben focalizzata nel voler disegnare una vicenda assolutamente comune nella sua verità. L’evoluzione narrativa di Like Crazy è quindi sempre plausibile, sobria, capace di mostrare con sensibilità gli errori e le mancanze delle due figure principali, fino a una conclusione di sicuro impatto emotivo. Il cast di attori è encomiabile, con un Anton Yelchin che dimostra con questo film di essere maturato moltissimo e quindi capace di sostenere anche ruoli più adulti. Da notare tra i non protagonisti un’efficacissima Jennifer Lawrence che, nelle poche scene in cui recita, evidenzia una carica sensuale e una capacità drammatica di grande impatto.
Il cinema di Like Crazy è quello che vuole lavorare sui problemi di ogni giorno, sulle vicissitudini sentimentali che possono accadere a qualsiasi giovane. Evitando il melodramma preconfezionato o la commedia zuccherosa, il film di Drake Doremus possiede una sincerità derivante dal suo essere semplice, piccolo, quasi fragile. Confezionato secondo le coordinate del cinema indipendente, dal budget contenuto, Like Crazy conferma che quando si riesce a raggiungere le corde della verità passando per l’intimismo, arrivare al cuore del pubblico con storie quotidiane è sempre possibile.

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Guilty of romance ore 18.30

La maggior parte del sesso si consuma negli hotel, gli hotel del sesso si trovano nelle vie del sesso. Izumi invece, brava moglie innamorata, non trova sufficiente coraggio per manifestare il desiderio che prova per il coniuge e così ogni giorno si limita a salutarlo e accoglierlo con grande devozione reprimendo i propri sentimenti.
Izumi sta per compiere 30 anni, non si sente appagata e sente il bisogno di fare qualcosa. Trova un lavoro in un supermercato, ma la sua vita cambia quando viene adescata da una amica per girare un film porno. Da qui Izumi intraprende un nuovo percorso che si intreccia con le strane vicissitudini della vita notturna, l’incontro con Mitsuko, titolare di cattedra di giorno, prostituta per pochi dollari di notte, le cambierà definitivamente la visione del senso della vita.
Ruotando attorno “Il castello” di Kafka, il film di Sion Sono è un profondo thriller che indaga sulla doppia vita delle persone e sulle debolezze dell’essere umano. Il messaggio del film che invita il pubblico a confrontarsi con il proprio castello da buttare giù, è celato da violenza e scene di sangue, rappresentative, tuttavia, di quell’elemento di rottura che il regista si presta ad evocare.

 

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