cinema dal basso: I film del 25 novembre

Kotoko di Shinya Tsukamoto -Lungometraggio sub ita- Giappone 2011 Durata 91 minuti  ore 11 30

Kotoko ha un problema, ci vede doppio, nel senso che la sua mente sdoppia le persone che vede, una reale e una no, una positiva e una negativa (che cerca di attaccarla), senza che lei possa distinguere quale esista e quale sia frutto della sua immaginazione. Il suo disagio mentale è acuito dallo stress dovuto alla cura del figlio neonato che tra pianti, urla ed esigenze lentamente porta la madre al totale esaurimento. Quando le viene levato l’affido le cose sembrano migliorare, una nuova storia d’amore però riporterà in superficie ansie, paure e sdoppiamenti.
E’ da Nightmare detective (escludendo la parentesi di ritorno alla serie Tetsuo) che Shinya Tsukamoto sta operando uno slittamento dall’ossessione per la mutazione e la lacerazione della carne a quella per l’inconscio mentale, un movimento analogo a quello compiuto da un altro regista a lui simile per temi come David Cronenberg. Un passo in fondo non gigantesco, le ansie di Tetsuo, Tokyo fist e A snake of june finivano nella carne ma cominciavano nella mente e si nutrivano dell’oppressione dell’asfalto e del metallo cittadino.
In Kotoko tutto ciò è ancor più esplicito. Nei suoi momenti migliori il nuovo film di Tsukamoto racconta di una mente spaccata dal rumore ossessivo delle pentole metalliche contro i fornelli, dalle strette mura d’asfalto del palazzo in cui vive e dal pianto del bambino. La quiete arriva solo durante il canto o in campagna.
Il guaio del film è che non mantiene la forza e l’impatto che solitamente sono la cifra del regista giapponese lungo tutta la narrazione. Impennate visive e improvvise intuizioni (o anche solo visioni pienamente tsukamotiane) interrompono lunghi momenti che sono riflessivi solo nelle intenzioni del regista.
Questa volta è l’insostenibile ansia della maternità e della cura di un’altra vita, piccola e fragilissima ma in grado di indurre i peggiori pensieri, a preoccupare il regista. E sebbene Kotoko non possa dirsi tra le migliore opere di Tsukamoto, è sufficiente anche solo il modo impaurito e sinceramente timoroso con il quale filma il desiderio di omicidio del figlio da parte della madre, a confermare di essere di fronte ad uno dei più grandi registi di sempre.

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Scorie in libertà di Gianfranco Pannone- Documentario-  italia 2012 durata 72 minuti Ore 17.30

Gianfranco Pannone, dopo Piccola America (1991) e Latina/Littoria (2001), torna nel territorio pontino, dove è cresciuto. Siamo a circa 70 chilometri a sud di Roma, in una terra meglio nota come la “palude redenta” voluta da Mussolini durante il ventennio fascista. A Borgo Sabotino, nei pressi di Latina, nel 1963, in pieno Boom economico, fu costruita una centrale nucleare su progetto inglese, allora la più grande d’Europa, accolta da tutti con grande entusiasmo.
Pannone, che, studente universitario, nella seconda metà degli anni ottanta fece parte di un comitato antinuclearista locale mobilitato per il referendum contro il nucleare in seguito alla tragedia di Cernobyl, rivede i vecchi amici di un tempo e indaga sulla storia del nucleare a Latina, che vide, tra l’altro, nei primi anni ottanta la costruzione di un secondo reattore sperimentale tutto italiano mai andato in funzione, il Cirene.
Mentre tra il 2010 e il 2011 si accende il dibattito in seguito alla decisione di Silvio Berlusconi di attivare con i francesi un nuovo piano nucleare a distanza di ventiquattro anni dal referendum che ne sancì la fine, l’incidente nucleare di Fukushima ridà fiato alla protesta degli ambientalisti. Un nuovo referendum popolare proclamerà il secondo stop del nucleare italiano, ma Pannone si preoccupa di indagare soprattutto sulle tante scorie, materiali e morali, che sono rimaste nel territorio intorno alla centrale nucleare e che non scompariranno a breve termine. Ad aiutarlo nel piccolo viaggio sono un amico ambientalista che oggi si occupa di agricoltura biologica, e il proprietario di uno stabilimento balneare, distante dal reattore solo un chilometro. E poi un fisico fuori dal coro, un pittore “profeta”, un giovane biologo, uno zio operaio/contadino e il fratello impegnato politicamente sul territorio.

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Kynodontas di  Giorgos Lanthimos -lungometraggio sub ita-  Grecia 2009 durata 94 minuti ore 19.00

I genitori di una ricca famiglia tengono sotto reclusione i tre figli, due femmine e un maschio, nella loro enorme casa isolata dal resto del mondo. Essa non è un’imposizione violenta ma una condizione forzata per farli crescere e vivere privi di qualsiasi contatto esterno, al fine di non contaminarli con ciò che sta al di fuori dalle mura di casa. Essi prendono coscienza di tutto ciò e sono terrorizzati dal pensiero di varcare il loro cancello, solo il padre ha il diritto di uscire dall’abitazione per svolgere il suo lavoro da imprenditore, madre e figli vivono la loro vita totalmente all’interno della casa, ogni forma di comunicazione è soppressa, i ragazzi non hanno neanche un nome né sanno di doverlo avere. La famiglia vive una sorta di esistenza irreale, specie i ragazzi sviluppano attitudini da animali domestici, hanno un linguaggio distorto e non sanno associare parole come mare o autostrada o telefonino, tutti termini il cui significato reale viene nascosto (per loro, gli aeroplani sono solo dei piccoli giocattoli volanti e gli zombie sono dei piccoli fiori gialli, mentre il gatto viene descritto come una bestia feroce da cui non ci si può difendere). Non solo: il padre ha anche detto loro che un bambino è pronto per uscire di casa solamente quando il proprio dente canino destro (o sinistro, indifferentemente), cadrà e che fino ad allora i ragazzi devono rimanere in casa. Il padre, per concedere al figlio maschio di sfogare i suoi istinti sessuali, permette ad un’addetta alla security che lavora presso la sua azienda di interagire con la famiglia. Sarà proprio questa presenza esterna ad inanellare lo sconvolgere di questi maniacali equilibri.

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Buffet offerto da cinema dal basso ore 20.30

Ingresso

Kotoko 2 euro

Scorie in Liberta 3 euro

Kynodontas 3 euro

Abbonamento intera giornata 5 euro

 

 

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